Il Festival di Sanremo 2026 inizialmente ha generato non poche critiche tra gli appassionati della musica italiana. All’inizio si credeva che non ci fossero canzoni degne di nota… È bastato poco, però, per rendersi conto che non è così, e il merito è stato anche di Fulminacci.

Il fatto è che nessuno si è accorto del cambio generazionale che la musica italiana sta attraversando, un processo cominciato diverso tempo fa, e adesso ci troviamo di fronte a un altro step. Chi ascolta la radio è abituato solo a leggere critiche piuttosto che ascoltare e, forse, i magazine di musica di questo processo ne parlano troppo poco.

La musica, così come l’arte in generale, è un continuo processo senza fine. Recentemente si è data colpa ai talent, che ci hanno bombardato di musica senza fine, ma nessun cantante rimane addosso. Negli anni ’60 i nostri bisnonni dicevano lo stesso del passaggio dalla radio alla tv, con i famosi capelloni che facevano musica inascoltabile… Un ampio calderone dove, guarda un po’, rientrava anche Lucio Battisti.

I reality, comunque sia, ci hanno fatto conoscere Emma, Irama, Enrico Nigiotti, i Maneskin e persino Noemi e Marco Mengoni, che hanno preso parte alle prime edizioni di X Factor. Poi c’è tutto un altro movimento musicale che abbraccia nuovi cantautori, come nel caso di Bresh, Rkomi e persino Fulminacci. Loro non hanno partecipato a nessun talent, ma stanno per diventare alcuni dei maggiori esponenti della musica italiana.

Fulminacci dopo Sanremo - NewFeeling (Fonte foto Instagram @fulminacci)
Fulminacci dopo Sanremo – NewFeeling (Fonte foto Instagram @fulminacci)

La verità è che fino a prima di Sanremo Fulminacci non lo conoscevo

Ebbene sì, a Sanremo è successo di tutto e sono arrivati dei cantanti che, se non fosse stato per il palco dell’Ariston, oggi non sarebbero nella mia playlist, e Fulminacci è proprio uno di questi. Credo di aver ascoltato Stupida sfortuna per settimane ininterrottamente e durante il Festival ho apprezzato particolarmente il modo in cui Fulminacci ha abbinato il look alla canzone.

Il tutto credo non sia affatto casuale, se consideriamo il fatto che Stupida sfortuna, con tanto di ironia fatta sul Festival di Sanremo, ricorda esattamente una delle canzoni italiane tipiche arrivate nelle radio tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70. La chitarra acustica, non a caso, in questo caso la fa da padrona e forse è anche merito dell’indie pop con cui viene etichettata la musica di Fulminacci.

Eppure, facendo un excursus tra i brani passati del cantante, come nel caso di Canguro, Aglio e olio con Willie Peyote e Santa Marinella, presentata a Sanremo nel 2021, è possibile vedere come, man mano, l’indie pop diventi solo una traccia di sottofondo nelle sue canzoni… E questo lo conferma anche il brano in rotazione radiofonica in queste settimane.

Fulminacci, Maledetto me e la necessità di ascoltarla più di una volta per capire che si tratti di lui

Il talento e la vena cantautorale hanno permesso a Fulminacci di ottenere diversi riconoscimenti con Stupida sfortuna, come nel caso della Targa Tenco, del Videoclip Italia Award, meritato aggiungerei, e del Premio della Critica Mia Martini.

Da La vita veramente del 2019 a oggi, Fulminacci ha fatto dei cambiamenti incredibili e questo è segnato da Maledetto me, più pop che indie grazie alla presenza della chitarra elettrica e con un ritmo molto più veloce rispetto agli altri brani. È così lontano dal vecchio Fulminacci, che ho recuperato negli ascolti, che inizialmente si fa fatica a capire che effettivamente si tratti di lui.

Il brano è fresco, estivo e adatto agli attuali trend della musica italiana nel periodo più caldo dell’anno. Insomma, una di quelle canzoni che ti entrano in testa e delle quali non puoi più fare a meno. Se a questo aggiungiamo anche un romanticismo d’altri tempi, con tanto di «gelosia dagli occhi blu», possiamo assolutamente dire che Fulminacci ha davvero fatto un ottimo lavoro.

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Quindi, non è vero che la musica viene solo dai reality o che la musica italiana è morta… Quando siete arrabbiati, soffermatevi ad ascoltare davvero le canzoni, perché è tutto il contrario di tutto. Siamo in una fase di rivoluzione ed evoluzione e, purtroppo, quella che un tempo chiamavamo musica, in un certo qual modo, è destinata a rimanere negli annali dei ricordi. Questa è la nuova sfida della musica italiana…

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