Si torna a parlare nuovamente di Michael Jackson, ma questa volta per un collegamento diretto con la favola di Peter Pan… Sì, avete capito bene, proprio Peter Pan.
Nel corso di queste ultime settimane sono state dette tantissime cose su Michael Jackson. Parte della sua storia è stata raccontata anche per fare in modo di far capire al pubblico che non tutto ciò che viene raccontato nel film è l’unica e pura realtà vissuta dal re del pop.
Ci sono una lunga serie di retroscena che fanno riferimento proprio all’infanzia di Michael Jackson, così come al rapporto con il padre violento, la madre che ha sempre creduto in lui e la notorietà. Per capire meglio quanto stiamo dicendo, differentemente da quanto si possa immaginare in relazione alle accuse mosse al cantante circa delle presunte violenze su minori, ciò che ha sempre patito Michael Jackson, in un certo qual modo, è l’infanzia che gli è stata rubata quando era piccolo, in quanto il suo successo comincia proprio con i Jackson e una serie di lavori cercati dal padre per avviare la svolta, ottenere successo e monetizzare.

È brutale dirlo, ma realmente Michael Jackson, il più talentuoso tra i fratelli Jackson, è stato letteralmente messo a reddito, lo dice la storia, lo dicono gli incassi. A oggi, la famiglia Jackson è considerata una delle dinastie più potenti e influenti d’America nel mondo dello spettacolo. Basti pensare che, secondo alcuni, la decisione di scegliere Jafaar, il nipote, come interprete non è soltanto legata alla somiglianza o al talento che lo rende molto simile allo zio, ma c’è chi l’ha definita una scelta “di famiglia”, perché ciò che riguarda i Jackson deve comunque rimanere nei Jackson. A ogni modo, concentreremo la nostra attenzione su un altro aspetto che riguarda la vita e la carriera di Michael Jackson, ovvero un progetto mai andato in porto: stiamo parlando di Peter Pan.
Il legame tra Michael Jackson e Peter Pan: quello che pochi conoscono
Come indicato precedentemente, dunque, il legame tra Michael Jackson e Peter Pan in un certo modo è stato raccontato anche nel film, ma non adeguatamente per far capire cosa effettivamente ci sia tra l’artista e il personaggio delle storie che ha conquistato persino una statua nel cuore di Londra. In particolar modo, infatti, tutto comincia dalla tenera età di Michael Jackson, quando il padre, in un certo qual modo, gli ha rubato l’infanzia, costringendolo a lavorare e, in questo frangente, prendendolo in giro proprio per il suo naso. Inoltre, l’artista pare associasse molto spesso il padre alla figura di Capitan Uncino, proprio per la sua rigidità e per il suo essere particolarmente severo.
Poi, in diverse occasioni, ha rivelato di sentirsi un Peter Pan nel cuore, motivo per cui ha realizzato davvero la sua Isola che non c’è: stiamo parlando di Neverland, dove accoglieva diversi bambini per fare in modo che questi potessero trovare un rifugio in quella parte lontana dal mondo, in un periodo in cui erano già cominciate le prime segnalazioni su Epstein. Inoltre, anche il naso rifatto ricorda particolarmente quello di Peter Pan, quindi anche la voglia di fare in modo che questo legame potesse essere impresso sulla sua pelle.
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A un passo dal film… Michael Jackson cede il posto a Robin Williams?
È una domanda alla quale possiamo dare più risposte. Secondo quanto reso noto, infatti, sembrerebbe che Peter Pan dovesse avere il volto di Michael Jackson. L’artista valutò molto attentamente il ruolo, ma non trovandolo in linea con le sue affinità artistiche e con i progetti che intendeva avviare, decise di cedere il ruolo a un altro attore amatissimo e stiamo parlando di Robin Williams.
L’attore nelle vesti di Peter Pan ha letteralmente fatto la storia, ma Spielberg, comunque sia, perse una grande opportunità che forse l’avrebbe reso ancor più grande del regista che tutti conosciamo oggi.
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